Controllo o protezione? Cosa impariamo in famiglia sulle relazioni | Talk con @unicefitalia @carlottavagnoli e @psicologacruda – Martedì 8 settembre alle 19:00
E se il controllo non cominciasse nella coppia? Se prima di diventare “Dove sei?”, “Con chi sei?”, “Perché non mi rispondi?” fosse stato
altro?
Un genitore che decide per te perché “lo fa per il tuo bene”. Una porta chiusa a chiave per proteggerti. Il telefono controllato perché “non hai niente da nascondere”. La gelosia scambiata per amore. Il silenzio usato come punizione. L’idea che chi ti vuole bene abbia il diritto di sapere, decidere, limitare.
Cresciamo dentro relazioni che ci insegnano, spesso senza che ce ne accorgiamo, cosa significhi amare. E dentro alcune famiglie possiamo imparare che il controllo è cura, che il possesso è interesse, che l’invasione dei confini è normale, che l’autonomia va concessa e non riconosciuta. Poi quelle stesse dinamiche possono riapparire nelle relazioni adulte.
Ma come si passa da uno schema relazionale appreso all’interno della famiglia a una dinamica di possesso nella coppia? Quando il bisogno di controllo diventa una forma di violenza? E soprattutto: quali sono i segnali che impariamo a normalizzare molto prima
di chiamarli per quello che sono?
L’8 settembre, dalle 19:00, a @scomodoestate @monkroma mettiamo intorno allo stesso tavolo @unicefitalia, con il direttore generale @paolorozera , @carlottavagnoli e @psicologacruda
Modera @livriparbelli di @scomodo
per affrontare una domanda precisa: quanto di quello che chiamiamo “normale” nelle relazioni prepara il terreno a ciò che normale non è affatto?
Non parleremo solo di violenza di genere quando è già esplosa. Parleremo di prima. Di educazione affettiva. Di confini. Di potere. Di gelosia. Di dipendenza. Di controllo. Di quelle piccole dinamiche che sembrano innocue finché non smettono di esserlo.
Perché la violenza non nasce dal nulla. E imparare a riconoscerla significa anche chiederci che cosa abbiamo imparato a chiamare amore.
Ci vediamo qui, ingresso gratuito. Via Giuseppe Mirri, 35